RIFORMA DELLO STRUMENTO MILITARE: I MARZIANI DELLA DIFESA.

Roma -

 

Non poca sorpresa e stupore si è generato negli addetti ai lavori della Difesa alla pubblicazione sul nostro sito, ma non solo, della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare.

Sorpresa e stupore che ha coinvolto anche "alcuni addetti ai lavori" di parte Confederale che pensavamo essere a conoscenza dei processi di soppressione e riconfigurazione delle strutture militari ma, viste le reazioni, o sono un pò distratti o vivono su Marte.

Non ci speghiamo lo scetticismo rappresentato da questi signori - con tanto di risonante richiesta d'incontro al Ministro Di Paola - teso a far luce sulla vicenda, mentre anche l'informazione nazionale, come Il Sole 24 ORE, si interessa della bozza di decreto, per lo più confermandone il contenuto.

Ebbene, in questi mesi di trapasso da una legislatura all'altra, siamo tutti a conoscenza come lo Stato Maggiore Difesa, in stretta collaborazione con gli Stati Maggiori delle altre Forze Armate, abbia lavorato per definire i provvedimenti attuativi di riordino, per portarsi il lavoro avanti ed essere pronti con le bozze dei decreti attuativi al battesimo del nuovo ministro.

Solo parole?

Andiamo ai fatti: è di pubblico dominio, come documentato dai verbali e dai comunicati delle stesse Organizzazioni Sindacali, il susseguirsi di incontri in sede tecnica presso tutti gli Stati Maggiori sui provvedimenti attuativi di riordino facenti riferimanto all'Atto del Senato 3271 quale delega al Governo per la "revisione dello strumento militare".

Rinfreschiamoci la memoria:

tutti provvedimenti che ritroviamo negli allegati dell'imputata "falsa" bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega.

Una bella coincidenza però!

Comunque, non è stato mai affermato che quella "bozza" sia la definitiva, ma vista la perfetta coincidenza delle scelte presenti con quelle recentemente illustrate alle OO.SS. e in fase di attuazione, ci sembra del tutto evidente che la polemica innescata dai Confederali ha il solo scopo di edulcorare la realtà con un atteggiamento teso a minimizzare il contenuto del documento e, quindi, l'azione dell'Amministrazione.

La dichiarazione riportata nel comunicato Confederale non lascia dubbi di interpretazione poichè "Sullo schema di decreto legislativo che sta circolando in rete è stato riferito che lo stesso non è attendibile, in quanto il Ministro ha assunto l'impegno - in relazione all'imminente conclusione del suo mandato - di non definire i decreti delegati attuativi della legge 244/2012."

Nessuno ha dato per "definiti" i decreti delegati attuativi della legge 244/2012 come nessuno ha mai affermato che il Ministro Di Paola ne sia il "definitore".

Però, è del tutto evidente quale traiettoria si vuole percorrere per non alterare la sostanza, puntando tutto su un protocollo riguardante i risparmi da destinare al Fondo Unico di Amministrazione e minimizzando sullo stato occupazionale dei dipendenti civili della Difesa.

Sarebbe ora di abbandonare le fila di queste organizzazioni che pensano a tutelare i propri interessi anzichè dedicarsi a fronteggiare questo ennesimo attacco al futuro dei lavoratori.