Incontro del 3 luglio con Il Ministro, i Sottosegretari e il Gabinetto Difesa al completo.

Roma -

ALCUNI BUONI MOTIVI PER NON SOTTOSCRIVERE IL MEMORANDUM PROPOSTO DAL MINISTRO PARISI

Per l'ennesima volta, nonostante la straordinaria presenza del Ministro e dei tre Sottosegretari, abbiamo partecipato ad un incontro dove le annose problematiche del personale civile della difesa non sono state concretamente affrontate e a più di un anno dall'insediamento del capo del dicastero, siamo ancora alle dichiarazioni d'intenti.

Ma il memorandum d'intesa che ci è stato presentato, ed immediatamente sottoscritto dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali, è estremamente preoccupante per l'esplicito richiamo che al primo punto fa dei memorandum sul lavoro pubblico, dai quali, a parte i soliti e stucchevoli richiami al valore della concertazione, emerge la chiara volontà di ridurre drasticamente la pubblica amministrazione e con essa  i servizi da erogare al cittadino a vantaggio delle funzioni da attribuire al privato e dei servizi da fornire alle imprese, con la conseguente riduzione degli organici e gli esuberi che ne derivano, da ricollocare attraverso processi di mobilità "contrattata" da incentivare con il salario accessorio.

Queste ricette, che nella difesa abbiamo già sperimentato in passato (smantellamento dell'area industriale), vengono riproposte nel memorandum, mentre ancora una volta non si affrontano in concreto le problematiche oggetto delle vertenze in atto o le si rimanda nel tempo.

La sconcertante incapacità di indirizzo politico degli attuali vertici della difesa fa si che tutto sia in subordine alle volontà ed esigenze degli stati maggiori e siano questi a determinare le politiche del Ministero.

Lo denotano chiaramente le vicende inerenti la sanità militare esempio eclatante di autonomia degli SS.MM. dal vertice politico e di arroganza per quanto attiene il modello di relazioni sindacali che si vuole perseguire.

Altro evidente esempio è fornito dai "buoni propositi" espressi dal vertice politico relativamente alle reinternalizzazioni di alcuni servizi e lavorazioni e la realtà fatta di continui ricorsi agli appalti e quindi alle esternalizzazioni per lavorazioni e attività sostenibili da sempre di competenza di enti e reparti dell’Amministrazione. 

Abbiamo avuto la netta sensazione che il memorandum sottopostoci avesse come unico scopo di rendere corresponsabili le organizzazioni sindacali nei processi di ristrutturazione tesi alla riduzione/ridimensionamento di enti con conseguenti esuberi di personale.

Di fatto si propone un accordo non per verificare nel merito la ristrutturazione proposta quanto per cogestire le soppressioni e la conseguente mobilità e reimpiego del personale, con i probabili fenomeni legati a selvagge pratiche discriminatorie e clientelari che già abbiamo visto in passato (ristrutturazione Andreatta).

Il resto del documento è un insieme di buoni propositi, ma sappiamo che la strada per l’inferno è sempre lastricata di buoni proponimenti, ed infatti:

- si promettono interventi legislativi, in cambio di ristrutturazioni,  atti ad omogeneizzare i trattamenti giuridici ed economici con quelli di altri dipendenti pubblici.

Di cosa stiamo parlando? C’è una proposta concreta di aumento della indennità di Amministrazione?

Di ripristino della indennità di missione?

Di aumento di risorse destinate al FUA proporzionali al risparmio economico derivante dalle reinternalizzazioni?

- Piani straordinari di assunzioni ed iniziativi per la formazione. Dovremmo assumere personale quando stiamo parlando di esuberi, si parla di formazione quando Civilscuoladife ha risorse risicate ed un organico ridotto, i corsi vengono pianificati con ritardi incredibili, e gli enti dove i rappresentanti dei lavoratori sono "poco attenti” utilizzano la formazione come una straordinaria arma clientelare e di ricatto. Occorre poi ricordare che gran parte dei corsi svolti non è neanche considerata per le graduatorie relative ai processi di riqualificazione

- Distinzione di ruoli e funzioni tra dirigenti civili e militari. Cosa dovremmo dire che gran parte dei ruoli previsti per il personale civile è occupato da personale militare, e non esistono strumenti legislativi e contrattuali per rivendicare con forza il ripristino di situazioni di legittimità. Non si valorizza il ruolo del personale civile e le professionalità esistenti per riservare posti di funzione alla componente militare anche in contrasto con quanto previsto dagli organici che occorre ribadirlo, spesso sono ancora oggi considerati “Riservati”, e oggetto di variazioni da parte degli Stati Maggiori in piena autonomia. Siamo di fatto considerati ospiti spesso non graditi, tant’è che per ottenere trasferimenti il personale deve avere un parere vincolante da parte degli SS.MM., che l’accesso alle strutture “militari” (circoli, foresterie, basi logistiche) appare sempre più spesso come una gentile concessione degli organismi Militari, all’interno di un Ministero che vale la pena ricordare è della Difesa e non della Guerra, ma peggio ancora che a parità di specifico lavoro svolto il personale militare percepisce uno stipendio di gran lunga più elevato, e si ha il coraggio di parlare di civilizzazione?

Un ulteriore "punto forte" è il programma di lavoro previsto dal memorandum per la riorganizzazione del ministero.

Qualcuno a priori dovrebbe spiegarci se la riforma intrapresa con Andreatta ha ancora un senso perchè ancora non si è conclusa. Di quali gruppi di studio stiamo parlando? Che cosa è rimasto dell’area tecnico industriale? E quella tecnico operativa? E gli stabilimenti di Capua e Pavia che aspettano da dieci anni la definizione del loro destino e che sopravvivono grazie alla ferma volontà dei lavoratori di salvaguardare il proprio impiego e che hanno personalmente reperito lavoro in ambito difesa che gli permette di essere ancora produttivi (alla faccia del tanto decantato prof. Saragoza), inoltre in merito agli altri punti:

- Agenzia Industrie Difesa. La vergogna della ristrutturazione, enti che continuano a lavorare prevalentemente per il Ministero, pochissime commesse esterne, lievitazione dei costi grazie a consulenti e dirigenti esterni, minori diritti e garanzie per i lavoratori, oggi avete ancora il coraggio di rivendicarne l’esistenza?

- Dove sono i piani non solo per La Maddalena ma per tutti gli Arsenali (Taranto, La Spezia ecc.)

- I Poli a cui abbiamo aumentato gli organici senza che ci fossero dei piani industriali credibili, abbiamo di fatto come già detto in altre occasioni creato dei “parchi buoi”

- Sulle assunzioni abbiamo già detto, non è credibile nessun progetto di nuove assunzioni quando ancora non si sblocca il turn-over, a meno che non si pensi soltanto ad assunzioni  con contratti di lavoro a termine ed estremamente precari.

- In merito ai passaggi di area da anni stiamo lottando perché  questo avvenga, dove erano amministrazione ed altre organizzazioni sindacali, quando proponevamo interventi di carattere normativo in particolare per il passaggio dall'area A a B e quando altre Amministrazioni si sono attivate (vedi DPCM 16/01/2007) per ottenerli? Avete carenza di fondi? Sarebbe bastato un F35 in meno e sapete quanti passaggi avreste potuto realizzare?

- Stendiamo poi un velo pietoso sulle riqualificazioni che sono state definite in modo tale da renderle parziali, discriminanti, fonte inesauribile di ricorsi ed errori, profondamente ingiuste e farraginose, lontane mille miglia da quanto si aspettavano lavoratori a cui per decine di anni è stata negata ogni possibilità di riqualificarsi.

In base a quanto sopra, riteniamo pienamente legittimo il non aver sottoscritto il Memorandum d’intesa e la volontà di non sottoscriverlo in futuro.

Ci chiediamo perché le altre OO.SS. lo hanno sottoscritto? Forse è la contropartita per l’avvio di una campagna elettorale per il rinnovo delle RSU? Quale sarà la mancia in cambio di una nuova ristrutturazione in chiave riduttiva e quanti lavoratori dovranno trasformarsi in merce di scambio?

Diciamo basta a tutto questo rilanciando la mobilitazione. Deleghe sindacali e voti RSU sono una cosa seria, invitiamo tutti i lavoratori a fare scelte responsabili.

(in allegato il memorandum d'intesa)

COMUNICATO STAMPA

Dopo una lunga attesa e l’ormai consueto rinvio, il 3 luglio si è svolto l’incontro con il Ministro della Difesa A.Parisi al quale hanno partecipato i tre Sottosegretari e lo staff del Gabinetto al completo. Evento a dir poco eccezionale del quale non abbiamo memoria nel passato e dal quale, visto il carico d’importanza, ci aspettavamo le “dovute” risposte per le tante richieste di chiarimento sulle vertenze rappresentate.

Con l’esposizione del Ministro e del Sottosegretario M.Verbaschi, siamo venuti a conoscenza dell’imminente nomina del nuovo Direttore dell’Agenzia Industrie Difesa e della chiusura dei lavori della Commissione di Studio sugli Arsenali della Marina e sugli Stabilimenti Industriali dei quali, dopo la valutazione di merito, il capo del dicastero deciderà delle scelte di indirizzo da operare.

La risultanza ci sarà resa nota prima della chiusura estiva e subito dopo si avvieranno tavoli tecnici di confronto.

Nel concreto, il frutto di questo appuntamento è stata la sottoscrizione da parte di molte OO.SS. del “memorandum d’intesa sulle riorganizzazioni del Ministero della Difesa e sulle soluzioni delle vertenze in atto” dal quale si comprende la portata in termini di riassetto delle strutture militari e le ricadute che i lavoratori subiranno nei vari settori di lavorazione.

Riscontriamo ad onor del vero, almeno negli intenti e nelle righe del protocollo d’intesa, anche interessanti novità per ciò che riguarda la valorizzazione della componente civile sia sotto il profilo di avanzamento di carriera che di riconoscimento economico.

E’ evidente comunque la carenza di concretezza dimostrata nel rimandare ancora una volte le risposte che tanti lavoratori della difesa attendono sul proprio futuro lavorativo, predisponendo, come da prassi consolidata negli anni, un piatto già preparato del quale non potremo conoscere la sua composizione se non alla fine della sua preparazione, con un ruolo che l’Amministrazione vuole continuare ad attribuirci di meri ratificatori e di addolcitori di pillole amare da somministrare al personale.

Ebbene, ci sembra un film già visto.

Ci sembra, e ci vorremmo tanto sbagliare, la replica della passata ristrutturazione del dicastero che tanta sofferenza e amarezza ha portato ai suoi dipendenti ricambiandoli con una prospettiva di riqualificazione che per i tanti non è mai arrivata.

Abbiamo rappresentato la volontà di conoscere i contenuti e l’indirizzo del Ministro in merito a questa nuova “ondata” di ristrutturazioni prima della sottoscrizione di un documento così profondamente vincolante, con evidenti ricadute sui livelli occupazionali e sul futuro lavorativo dei suoi dipendenti.