15 motivi per respingere la manovra Monti.

Roma -

Nel quadriennio 2011-2014, la stangata peserà su ogni famiglia per un importo pari a 8.266 euro, più di 2.000 euro all'anno.

 

Non finiremo mai di ripeterlo: la manovra Monti colpisce i lavoratori, i pensionati, i cittadini mentre salva i grandi patrimoni e non contiene misure adeguate per la crescita e lo sviluppo.

 

È una manovra recessiva che non risponde alle esigenze di equità sociale e di crescita, interpreta i vincoli europei e dei mercati finanziari in modo restrittivo e rischia di avere un effetto depressivo sulla ripresa dell’economia, mentre mancano politiche ed interventi adeguati per gli investimenti pubblici a sostegno della domanda e dei consumi collettivi.

 

La manovra va cambiata perchè:

  • si usano le pensioni per fare cassa e si abbassano i redditi dei pensionati sopra i 960 euro con il blocco degli aumenti. E’ ingiusto l’ulteriore slittamento del pensionamento di decine di migliaia di pensionati in procinto di andarci, a causa dell’innalzamento del limite a 42 anni (e 41 per le donne) per le pensioni di anzianità

  • si tagliano i servizi ai cittadini. Gli ulteriori tagli di oltre 5 miliardi agli enti locali e alle regioni causeranno o l’aumento delle tariffe (come nel caso dei servizi sociali e del trasporto pubblico locale) o la riduzione dei servizi pubblici per i cittadini

  • la reintroduzione dell’ICI (ora IMU) non ha natura progressiva e pesa di più in termini relativi sulle classi medie rispetto alle classi ricche e non colpisce tutti gli edifici (ad esempio quelli di proprietà delle istituzioni ecclesiastiche) in cui vengono esercitate attività di natura prettamente commerciale

  • mentre si riducono i redditi a pensionati e cittadini (e non si interviene sulle manovre di luglio e di agosto che taglieranno le detrazioni ai lavoratori del 4 e del 20% nel 2012 e nel 2013) non vengono toccati i grandi patrimoni, ad eccezione di alcune ma simboliche misure sull’innalzamento dell’imposizione fiscale sulle autovetture e barche di lusso

  • non c’è la tassa sui grandi patrimoni e sulle ricchezze. L’innalzamento dell’imposta di bollo sulla ricchezza mobiliare detenuta nelle banche è irrisoria (1,5 per 1000) e non colpisce tutte le tipologie di patrimoni

  • non si porta avanti fino in fondo la lotta all’evasione fiscale: la soglia di mille euro per il pagamento in contanti è troppo alta e l’imposizione fiscale del 1,5% sui capitali scudati è irrilevante, un regalo per gli evasori che se la cavano con poco

  • invece di ricavare nuove entrate dalle aste delle frequenze TV per il digitale, queste si assegnano gratuitamente ai grandi network televisivi

  • non si tocca la casta dei militari: nessun taglio alle spese (oltre 21 miliardi di euro) e ai 15 miliardi che spenderemo per 131 caccia F35

  • non si interviene verso le faraoniche grandi opere: soldi sprecati per le grandi infrastrutture strategiche (1,5 miliardi nella legge di stabilità del 2012), mentre bisognerebbe indirizzare i fondi verso le “piccole opere” di cui avrebbe bisogno il paese

  • continuano i benefici ai privati con i finanziamenti pubblici: in particolare le scuole private che ricevono 700 milioni di euro di contributi ogni anno, gli autotrasportatori (400 milioni), i gestori privati (cliniche) di convenzioni con il sevizio sanitario nazionale che lucrano sugli abusi di tariffe e prescrizioni

  • l’aumento dell’IVA deprime i consumi e fa aumentare l’inflazione

  • manca il sostegno agli investimenti pubblici

  • manca il sostegno all’occupazione giovanile e femminile, che in questa manovra si riduce all’aumento della deducibilità dell’IRAP per chi assume giovani e donne

  • mancano investimenti nel welfare e nella coesione sociale, nel servizio civile, nella università e nella scuola: nessun investimento e nessun stanziamento a colmare la situazione drammatica delle politiche sociali e dell’istruzione e la formazione

  • l’aumento del prezzo del carburante è il quattordicesimo provvedimento preso in questa legislatura, un record storico e mondiale.

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