Anno 2007: quale futuro per l'Arsenale di Pavia

Pavia -

Un titolo che dice molto per le rappresentanze RbB-CUB e F.L.P. DIFESA, che segna un punto di non ritorno sugli impegni presi e più volte dichiarati da autorevoli esponenti dell’Amministrazione (Difesa, Politici di vario titolo, Ministri e Sottosegretari di Governo).

Tanti gli impegni e tutti mirati a dare significative soluzioni ed adeguate correzioni ad un Decreto che ha posto il nostro Ente, a realtà di non interesse all’Amm. Difesa.

 

Per questo motivo, e ben sapendo che oggi più che mai, vedi governi Berlusconi-Prodi, le sostenibilità di progetti Pubblici, debbano necessariamente contemplare forti coerenze politiche tra le quali, le più importanti sono senza dubbio l’economicità e il fine Istituzionale, non vogliamo che tutto si traduca a regola politica di  “insostenibilità”.

 

La natura delle intese fin qui sostenute da  tutte le OO.SS., hanno sempre contemplato queste problematiche, cercando sempre nel corso di questi anni, soluzioni condivise e  sostenibili, di cui, alcune “importanti” ed altre determinate da circostanze di “riordino e trasformazione” dell’Industria Difesa.

 

Ma quello che oggi preoccupa, malgrado i numerosi tentativi volti a ridurre costi e squilibri, della P.A., è la totale mancanza di risposte che tutti ci aspettiamo, almeno in termini di partecipazione e condivisione delle inevitabili fasi di valutazione progettuali delle lavorazioni e dei nuovi compiti in carico al nostro Ente.

 

Non volendo ora resuscitare quanto, a livello locale si è messo in campo, per affermare con dati certi, quanto questa struttura possa rendere “utilità allo Stato”, non possiamo permettere a nessuno, come nel passato, che si concludano capitoli pieni di buoni propositi, senza gli opportuni approfondimenti in termini quantitativi e qualitativi di un "progetto o decreto”, di vera  ripresa delle attività.

 

Traguardi e speranze che sappiamo bene, se non sostenuti dai necessari criteri di funzionalità, non possono dare aspettative future solo con l’ impegno fin qui ampiamente dimostrato,

dalle maestranze civili e militari dell’Ente di Pavia.

 

 

E’ a questo punto chiaro il nostro intento di voler perseguire in primis con l’approvazione dei lavoratori, e conseguentemente delle rappresentanze aziendali

 (RSU e OO.SS. tutte), la precisa e inderogabile richiesta di

 

visione e consultazione

del tanto pubblicizzato progetto mai visto.

 

 ora lo si pretende già a partire dai prossimi incontri che sono a calendario in merito alla riorganizzazione degli Enti della Difesa.

 

Questo elementare e sacrosanto invito è stato più volte chiesto e rivendicato da tutti gli organi di Rappresentanza e non ultimo dai lavoratori in una recentissima assemblea unitaria di stabilimento, senza mai tradursi ad esiti favorevoli.

 

Per tanto queste OO.SS., esprimono il loro ultimo invito a tutte quelle Istituzioni preposte,  “Politiche, Militari e dell’intero panorama Sindacale Nazionale di comparto”,

al fine di evitare lungaggini o strategie di basso spessore democratico, fin qui dimostrato dai Vertici Difesa.

 

Preannunciando la nostra ferma intenzione, allorché ciò detto trovasse ancora ostacoli o risultanze negative, le sopraesposte sigle Sindacali, proclamano lo stato di agitazione,

ed in solidarietà ai lavoratori e RSU dell’Arsenale di Pavia attiveranno

“un calendario  di mobilitazione  del personale”.

 

Così condiviso i lavoratori prendono atto e ne siamo certi, daranno piena e sentita partecipazione.

 

Oggi stesso invieremo copia del documento, allestito del prezioso consenso avuto da questa assemblea, interessando la Direzione, la nostra RSU e le nostre segreterie sindacali Nazionali

pregando alle stesse di dare massima accoglienza e ampia informazione.

Pavia, 06 Febbraio 2007

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