Armi da guerra incustodite davanti a una scuola di Firenze: serve piena trasparenza sull'accaduto e sulle procedure di custodia

Roma -

La nostra Organizzazione Sindacale USB P.I. Difesa esprime innanzitutto solidarietà alla docente che ha segnalato l'accaduto, a tutto il personale della scuola, alle studentesse e agli studenti e alle loro famiglie, che si sono trovati a pochi metri da armi da guerra senza sorveglianza.

Esprimiamo vicinanza anche a tutto il personale, militare e civile, della Difesa, che svolge ogni giorno il proprio servizio con senso del dovere e che da un episodio ancora da chiarire non deve vedere compromessa la propria credibilità. Venerdì 9 ottobre, intorno alle 13:30, una docente del Liceo Artistico di Porta Romana è uscita dalla succursale de La Fantina, in via dell'Erta Canina, e si è trovata davanti due fucili mitragliatori appoggiati al muro esterno del consolato onorario di Israele, al civico 68. Nessuno li sorvegliava. Quel varco, ha raccontato la docente, è normalmente presidiato da due militari armati. Rientrata a scuola per avvisare i colleghi, è tornata in strada dopo circa cinque minuti: le armi erano già state riprese e sul posto c'era di nuovo un militare. Secondo il suo racconto, alla segnalazione il militare avrebbe reagito minimizzando. È stata presentata denuncia ai carabinieri ed è risultata avviata un'ispezione.

Diverse testate riferiscono che l'Esercito avrebbe aperto un'indagine interna, ma finora non risultano comunicazioni ufficiali sui tempi e sugli esiti. La vicenda si fonda per ora sulla testimonianza della docente, rilanciata da FirenzeToday e ripresa da altre testate. Non è stato chiarito da quanto tempo le armi fossero lì, se fossero cariche, né chi le abbia riprese. Secondo le testate, i militari in servizio apparterrebbero all'Esercito e le armi, a giudicare dalla fotografia, sembrerebbero fucili Beretta AR 70/90 in dotazione alle forze armate: due dati che attendono conferma ufficiale. Di fronte al consolato, oltre alle classi dalla prima alla quinta del liceo, si trova poco distante anche un asilo nido privato. Il caso è già diventato politico. Il consigliere comunale Dmitrij Palagi ha presentato una domanda di attualità alla sindaca, chiedendo se sia stata informata da Prefettura o Questura, se intenda sollecitare la comunicazione degli esiti alla scuola e alle famiglie e se si possa valutare la vigilanza armata fissa vicino a scuole e nidi, guardando alle modalità di custodia delle armi e alla distanza dagli ingressi. Circa centoventi genitori hanno scritto alla sindaca Funaro, con copia alla preside, dicendosi estremamente preoccupati per la sicurezza dei ragazzi.

Per chi lavora nella Difesa, il punto è la sicurezza delle armi in dotazione. Un'arma da guerra lasciata anche per pochi minuti alla portata di chiunque, all'orario di uscita di una scuola, è un fatto gravissimo e non può essere liquidato come una distrazione. Per questo chiediamo che l'accertamento sia rapido, trasparente e completo, e che chiarisca quale reparto fosse impiegato, con quale ordine di servizio e con quali turnazioni, perché i militari si siano allontanati dalla postazione, e quali procedure di custodia fossero previste e perché non abbiano funzionato. Proprio perché l'episodio è grave, non vogliamo che si chiuda nel modo più comodo.

Troppo spesso, in casi come questo, la responsabilità finisce per ricadere sul solo militare presente, mentre restano in ombra le scelte a monte: carichi di servizio, avvicendamenti, assenza di postazioni adeguate alla custodia delle armi. Un errore individuale può nascere da un'organizzazione che lo rende possibile. Il fatto che, secondo la docente, il militare abbia minimizzato non può far dimenticare che il giudizio spetta a un procedimento corretto, nel quale il personale sia garantito in ogni fase, anche attraverso le rappresentanze previste dall'ordinamento per i militari, e tutto il contesto sia valutato. Rivolgiamo queste richieste alla linea di comando competente e alla Prefettura di Firenze, e chiediamo che gli esiti dell'ispezione siano resi noti alla scuola e alle famiglie.

IL COORDINAMENTO USB P.I. Difesa