COMPITI ED OBIETTIVI PERSONALE CIVILE: SOLLECITO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

 

SOLLECITO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

 

L'atto, presentato su esplicita richiesta della O.S USB Difesa, è stato sollecitato in data 11 giugno 2015 dai parlamentari del M5S ed è in attesa di risposte da parte dei Ministeri Difesa e Funzione Pubblica. Tra le priorità, spero condivise, figura la richiesta di far chiarezza sui compiti ed obiettivi del Personale civile. Appare alquanto evidente la richiesta delle RSU e dei Lavoratori che chiedono il riconoscimento delle specificità.

 

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08342

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 388 del 10/03/2015

Firmatari

Primo firmatario: DI MAIO LUIGI

Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE

Data firma: 10/03/2015

Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma

BERNINI MASSIMILIANO

MOVIMENTO 5 STELLE

10/03/2015

CIPRINI TIZIANA

MOVIMENTO 5 STELLE

10/03/2015

LOMBARDI ROBERTA

MOVIMENTO 5 STELLE

10/03/2015

FRUSONE LUCA

MOVIMENTO 5 STELLE

10/03/2015

Destinatari

Ministero destinatario:

MINISTERO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

MINISTERO DELLA DIFESA

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE delegato in data 10/03/2015

Stato iter: 

IN CORSO

Fasi iter:

SOLLECITO IL 11/06/2015

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta scritta 4-08342

presentato da

DI MAIO Luigi

testo di

Martedì 10 marzo 2015, seduta n. 388

LUIGI DI MAIO, MASSIMILIANO BERNINI, CIPRINI, LOMBARDI e FRUSONE. — Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: 

secondo quanto segnalato al deputato interrogante, negli ultimi tre anni il personale civile della difesa è già stato ridotto di circa 11.500 unità; 

secondo fonti sindacali, la riduzione di altri 10.000 posti di lavoro derivante dalla legge delega n. 244 del 2012, determina una situazione insostenibile e inaccettabile tale da generare un forte stato di agitazione del personale civile che, in più di un'occasione, ha manifestato il profondo dissenso sulle politiche di tagli e contenimento della spesa che da troppo tempo interessano prevalentemente il personale civile della difesa; 

sempre secondo quanto segnalato al deputato interrogante, nell'ultimo triennio la spesa per il personale militare è aumentata del 2,2 per cento mentre quella per il personale civile è diminuita del 5,4 e che ciò ha comportato una drastica riduzione di circa 11.500 posti di lavoro, portando la consistenza attuale reale a circa 29.000 dipendenti comprensivi del personale militare transitato nei ruoli civili della difesa; 

la revisione dello strumento militare prevede una per molti aspetti positiva razionalizzazione di comandi, enti e strutture legate alla logistica, alla formazione e all'amministrazione, specialmente laddove si possono creare efficienti sinergie tra esercito, aeronautica e marina, incidendo però contestualmente sul dato occupazionale con una progressiva riduzione del personale a fronte di una richiesta di maggiore efficienza/produttività dei dipendenti non adeguatamente compensata da alcun miglioramento professionale e economico; 

la norma individua in modo puntuale e dettagliato i tagli al personale e alle risorse per l'addestramento, l'esercizio, l'efficienza di mezzi ed equipaggiamenti, mentre sugli aspetti che riguardano i sistemi d'arma e i programmi di armamento, quali i molto contestati F-35, risulta assai approssimativa e indefinita; 

l'articolo 2 della legge n. 244 del 2012 contiene i principi cui si ispirerà la revisione dell'assetto strutturale e organizzativo della difesa, tra i quali la necessità di conseguire, entro 6 anni, una contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento; 

peraltro, sempre secondo segnalazioni sindacali, alcuni dei comandi ed enti interessati a processi di soppressione o riorganizzazione menzionati negli annessi allegati alle bozze degli schemi dei decreti legislativi, hanno perso funzioni nel corso degli anni attraverso politiche di esternalizzazione delle attività e di depauperamento delle professionalità; 

l'onere di queste scelte, con tutta probabilità, sarà pagato principalmente dai dipendenti civili in termini di abbattimento dei livelli occupazionali, con maggiori criticità nelle aree produttive depresse, peraltro senza le agevolazioni previste per la componente militare; 

ancor più complesso è il ricollocamento del personale che opera nel settore delle lavorazioni e che rischia di essere maggiormente penalizzato. Un auspicato sblocco del turn-over all'interno di tutto il comparto, accompagnato da percorsi di formazione e lavoro gestiti all'interno delle strutture produttive, permetterebbe di assicurare continuità a questo settore, impiegando gli stessi dipendenti in qualità di formatori; 

secondo le organizzazioni sindacali, è evidente e oggettivamente rilevante il pesante contributo pagato dal personale civile alle politiche di contenimento dei costi, con un cospicuo aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità a fronte di un blocco dei contratti e delle carriere che rischia di protrarsi per altri 6 anni; 

viceversa, per quanto riguarda gli aspetti funzionali ed organizzativi, sarebbe auspicabile ed opportuno un piano di assunzioni mirato, superando il blocco del turn-over all'interno di tutto il comparto, per garantire quantomeno le attuali dotazioni organiche e nello stesso tempo reinternalizzare quelle lavorazioni che sono andate inutilmente se non dannosamente perdute; 

sarebbe vantaggioso rendere concreto il sempre promesso processo di civilizzazione del ministero, obiettivo fallito della riforma Andreatta, che determinerebbe notevoli risparmi restituendo a funzioni operative quei militari impropriamente impiegati in mansioni amministrative e tecniche –: 

se il Ministro interrogato non ritenga di doversi attivare, per quanto di sua competenza, al fine di: 

a) applicare le norme per il pensionamento antecedenti alla cosiddetta «riforma Fornero» per l'intera durata della delega, fino al 2024, a tutto il personale civile che a seguito di provvedimenti di riordino, configurazione e riorganizzazione degli enti dovesse essere considerato in esubero, per evitare il ricorso alla mobilità forzata e alla messa in disponibilità, valutando anche la possibilità di estendere tale deroga a tutto il personale del comparto; 

b) sbloccare il turn-over del personale agendo anche sul ripristino delle scuole allievi operai; 

c) utilizzare da subito quota parte dei risparmi derivanti dal riordino degli enti, per alimentare le risorse del Fondo unico di amministrazione (FUA) al fine di creare condizioni di incentivi motivazionali tra il personale civile della difesa; 

d) definire in modo chiaro ed inequivocabile i compiti ed obiettivi del personale civile; 

e) attuare un vero processo di valorizzazione professionale del personale civile di tutte le aree del Dicastero; 

f) contrattare le ricadute dei processi di riorganizzazione legati al riordino dello strumento militare e riconoscere il confronto sindacale su tutte le parti che interesseranno il personale civile; 

g) reinternalizzare il più possibile le mansioni affidate all'esterno; 

h) assicurare trasparenza e riduzione effettiva degli sprechi. (4-08342)

 

Coordinamento Nazionale Difesa

 

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