Differimento della scheda di valutazione e 10.000 esuberi per il personale civile.

Roma -

Nell’incontro odierno tenutosi presso il Gabinetto Difesa, il Ministro Di Paola ha voluto comunicarci due notizie importanti, una buona e una cattiva: se fossimo come gli altri sindacati, inizieremmo con la buona e sminuiremmo la cattiva perché, in tempi di campagna elettorale, meglio essere rassicuranti e ottimisti.

 

Ma noi siamo noi e riportiamo le notizie secondo l’ordine di discussione.

 

Sono stati ufficialmente comunicati alle Organizzazioni Sindacali gli intendimenti del progetto di revisione della Difesa, confermando i contenuti dell’esposizione avvenua in Commissione Difesa di Camera e Senato, che vedrà, in un arco temporale di 10 anni, la diminuizione del proprio personale del 20%, portando progressivamente a 150mila la componente militare e 20mila quella civile.

 

L'obiettivo è la riduzione degli ingressi del 20-30%, la mobilità verso altre amministrazioni e l'applicazione di forme di part time.

 

L’intento è quello di conseguire una maggiore efficienza organizzativa ed operativa licenziando i lavoratori, senza incidere sul contenimento delle spese, non toccando gli sprechi e confermando l’esternalizzazione delle commesse.

 

Una scelta politica che trova USB Difesa nettamente contraria alla quale abbiamo contrapposto la necessità del giusto equilibrio tra efficienza, risparmio della finanza pubblica e sviluppo industriale per mezzo di scelte politiche e responsabilità decisionali che tengano in seria considerazione la capacità, l’impegno e la professionalità dei dipendenti con:

  • la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del personale in forza nelle diverse aree di appartenenza;

  • la piena attuazione, attraverso idonei e veri strumenti operativi, del processo di valorizzazione professionale del personale civile di tutte le aree del Dicastero;

  • il trasferimento delle conoscenze e delle abilità operative del personale a nuove assunzioni o a figure professionali avviate con accordi territoriali di formazione;

  • l’internalizzazione delle lavorazioni anche in collaborazione con soggetti privati "adeguati" laddove sia necessaria una pronta risposta di natura operativa.

Il progetto di revisione della Difesa troverà piena applicazione in un disegno di legge delega, a cui farà seguito un decreto legislativo come nel lontano 1998, che comportò non poche ricadute sul personale e sulle attività ad esso legate.

 

Da parte di alcune sigle sindacali, non è mancata la richiesta di un tavolo tecnico permanente (come nel 1998) al fine di approfondire (si legga gestire) la razionalizzazione del personale in funzione della nuova struttura organizzativa del Ministero.

 

La seconda notizia riguarda il differimento della scheda di misurazione e di valutazione della performance del personale civile: un primo importante risultato per noi che le abbiamo contrastate, non condividendo in primis il decreto 150 di Brunetta e lo scopo di finalizzarle non alla valutazione del personale ma alla sua repressione (soldi, posti di lavoro/mobilità e progressioni economiche), evidenziandone la non applicabilità nel Ministero della Difesa.

 

Un risultato parziale ad onor del vero perchè appunto si parla di differimento (come da lettera del Sottosegretatrio) e non di revoca, temendo che non appena la tensione creatasi tra i lavoratori calerà e una volta messo a punto le modifiche tecniche ed esplicative, le schede tornino di nuovo a galla, magari a campagna RSU terminata.

 

Questo primo risultato deve portarci al conseguimento della definitiva revoca della direttiva: dobbiamo continuare a batterci a testa alta affinchè non avvenga che, chiusa la partita elettorale, quelli che ora predicano bene ma quando si tratta di firmare accordi capestro razzolano male, si dimentichino delle schede di valutazione e tutto torni come prima.

 

Dobbiamo avere il coraggio di dimostrare il nostro dissenso e pretendere i nostri diritti, anche con un voto libero e responsabile.

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