Marina Militare, l'attacco della USB: "Civili invisibili e diritti calpestati. Rischio privatizzazioni e turni non pagati"
Il sindacato di base consegna un duro documento al Capo di Stato Maggiore: "Rispettate la sentenza che ci riconosce il diritto al confronto. Stop alle rotazioni selvagge e ai ritardi nei pagamenti".
ROMA – Tensione al vertice della Marina Militare. L’Unione Sindacale di Base (USB Pubblico Impiego – Difesa) ha consegnato nelle mani del Capo di Stato Maggiore della Marina (CSMM) e del suo staff una nota di intervento durissima, delineando un quadro di "sofferenza e incertezza" per la componente civile della Forza Armata.
Il documento, depositato in occasione del tavolo di confronto del 16 giugno 2026, non usa mezzi termini: i civili della Marina denunciano una totale "invisibilità politica" nei recenti piani di riorganizzazione del Ministero della Difesa e mettono sul tavolo quattro emergenze inaccettabili, culminanti in un ultimatum in sette punti.
L'ombra delle privatizzazioni e le rotazioni "schizofreniche"
Uno dei nodi più critici sollevati dalla USB riguarda la gestione del personale e l'applicazione delle normative anticorruzione. Il sindacato denuncia una gestione "schizofrenica" delle rotazioni degli incarichi: in alcuni Enti i movimenti sono congelati da anni, mentre in altri si assiste a uno "scongelamento" massiccio e repentino, proprio nel momento di massima carenza di organico.
Secondo la USB, questa applicazione unilaterale e priva di pianificazione "finisce per svuotare di colpo le competenze tecniche nei posti chiave". Il timore del sindacato è che questa paralisi operativa artificiale venga usata come pretesto per dichiarare l'incapacità del personale civile e aprire la strada a esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi nevralgici della Marina.
La battaglia legale: "Rispettate la sentenza"
Il punto politicamente e legalmente più esplosivo riguarda le prerogative sindacali. La USB denuncia la sistematica esclusione dalle informative e dai tavoli di confronto a livello periferico. Ma non si tratta di una semplice lamentela: il sindacato ricorda di aver già vinto una sentenza passata in giudicato che condanna l'Amministrazione a rispettare questi diritti. Nonostante la vittoria legale, la periferia continua a ignorare il pronunciamento. Per questo, la USB diffida formalmente lo Stato Maggiore a emanare una direttiva centrale che costringa i Comandi locali a cessare ogni condotta discriminatoria.
Turni non pagati e il "Far West" contrattuale
Gravissima anche l'emergenza economica. La cronica carenza di personale costringe i civili rimasti in servizio a un numero insostenibile di turni e reperibilità. Tuttavia, i fondi per il salario accessorio non vengono adeguati, causando ritardi "oltre ogni limite di decenza" nella liquidazione di turni e straordinari. A questo si aggiunge il "Far West" delle interpretazioni locali: i singoli Comandi periferici, accusa la USB, riscrivono a proprio piacimento lo spirito del CCNL, creando sperequazioni inaccettabili tra dipendenti della stessa Forza Armata.
L'ultimatum in sette punti
Concludendo la nota, l'USB Pubblico Impiego – Difesa non chiede "concessioni", ma il rispetto della legalità e della dignità professionale. Al Capo di Stato Maggiore vengono chiesti fatti concreti e riscontri scritti su sette punti fermi:
- Applicazione immediata della sentenza che impone il confronto sindacale in periferia.
- Piano straordinario di assunzioni per colmare i vuoti cronici.
- Blocco delle rotazioni unilaterali e apertura di un tavolo per definire criteri condivisi.
- Piani di affiancamento obbligatori per tutelare il know-how tecnico ed evitare scuse per le privatizzazioni.
- Sblocco immediato dei pagamenti arretrati e rimodulazione dei fondi straordinario in base ai reali carichi di lavoro.
- Circolare centrale vincolante che imponga ai Comandi locali di applicare il CCNL senza arbitrii interpretativi.
- Restituzione di dignità e centralità al personale civile nei piani ministeriali, sanando la grave omissione delle ultime dichiarazioni del Dicastero.
"Non siamo qui per una formale presenza di rito, né per avallare passivamente decisioni già prese", avvertono in chiusura i rappresentanti dell'Esecutivo Nazionale USB, ponendo il vertice della Marina di fronte alle proprie responsabilità.
USB P.I. Difesa