I RINNOVI CONTRATTUALI DEL GOVERNO

Roma -

Le recenti dichiarazioni sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego da parte del ministro delle Riforme e Innovazioni nella P.A. (ex Funzione Pubblica), Luigi Nicolais, fanno cadere l'ultimo "velo" e rendono sempre più evidenti le linee di continuità del governo Prodi con quello precedente. Dopo aver eluso il problema nella manovrina prefestiva, il governo si prepara a chiudere la Finanziaria 2007 stanziando una somma ridicola per i rinnovi dei contratti (poco più di 20 euro). Invece, molta più attenzione e risorse sono dedicate dal ministro ad iniziative assistenziali alle imprese (vedi cuneo fiscale).

Nicolais deve avere sicuramente una scarsa considerazione dei dipendenti pubblici se pensa di addolcire la pillola giocando con i numeri: 4 miliardi in tre anni quando il rinnovo contrattuale è biennale ed è già scaduto da 8 mesi.

Le rassicurazioni, poi, sull’apertura dei tavoli negoziali è la ciliegina sulla torta.

Hanno deciso le quantità ed ora cosa resta da contrattare?

Le premesse per la ripresa, a settembre, della conflittualità nel pubblico impiego ci sono tutte: scadenze contrattuali non rispettate, risorse irrisorie da impegnare, paventate ristrutturazioni della P.A. finalizzate a ulteriori tagli della spesa e dei servizi sociali (partendo dal MEF), forti riduzioni di personale che si coniugano con un precariato "pubblico" dilagante.

In definitiva, un progetto di smantellamento del pubblico impiego.

Questa è la strada della nuova concertazione che il governo ha intrapreso con Cgil, Cisl e Uil.

La RdB/CUB Pubblico Impiego è pronta ad aderire e a sostenere lo sciopero generale di tutto il mondo del lavoro contro questo governo e le sue politiche economiche, a partire dal 6 ottobre con lo sciopero nazionale dei precari della P.A.

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