Il Sottosegretario Magri incontra le OO.SS. nazionali sui tagli al personale.

Roma -

Questa mattina si è svolto il programmato incontro di "interrelazione sindacale" tra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. nazionali sui previsti tagli al personale derivanti dall'applicazione del decreto legge 95 anche detto "spending review".

Per ottemperare al previsto taglio di circa 3.000 unità lavorative entro il 2014, la quantificazione di massima espressa dall'Amministrazione, riguardante il numero di personale "aggredito" dal provvedimento di pre-pensionamento (lavoratori in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi per i quali avrebbe comportato la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31.12.2014 in base alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore della riforma "Fornero" delle pensioni), supporrebbe una considerevole riduzione degli esuberi.

Nell'attesa di produrre le dettagliate informazioni (dati anagrafici e contributivi) del personale che abbia maturato i requisiti sopra descritti per una verifica e precisa quantificazione, il Gabinetto del Ministro ha provveduto all'apertura del confronto in sede tecnica per il 2 agosto presso la Direzione Generale per il Personale Civile sui criteri e le modalità della mobilità interna ed esterna del personale civile della Difesa.

Infine, il Sottosegretario ci ha reso noto che il personale militare risultante non idoneo al servizio e in transito nei ruoli civili non sarà attribuibile o computato come personale in organico.  

In replica, la USB Difesa ha sollevato qualche perplessità sulla quantificazione di massima espressa sui futuri "pensionandi" e, in attesa dei dati per una attenta valutazione e quantificazione, ha comunque espresso forte preoccupazione per il personale di Area Prima attualmente in esubero e per il quale non si è ancora provveduto con una qual norma di salvaguardia.

Ammesso che i previsti 3.000 tagli saranno di personale in procinto di pensionamento, abbiamo evidenziato come la delega per l'attuazione della "revisione dello strumento militare" potrebbe riproporre amaramente la problematica degli esuberi (ne sono previsti 10.000 unità in 10/12 anni), inclusi quelli di Area Prima.

A tal riguardo, abbiamo sollecitato una rapida soluzione a questa questione affinchè si possa prevedere anche per questo personale la possibilità di collozione in altri enti della Difesa o presso altre amministrazioni che allo stato attuale presentano "concretamente" delle carenze.

Continuiamo a sentir parlare solo di tagli del personale, ma di un piano di riorganizzazione generale della Difesa che dovrebbe essere alla base per una riduzione dei costi e delle spese, ce lo sogniamo.

Ebbene, è urgente prendere consapevolezza dei reali rischi, dell'ingiustizia e delle responsabilità di chi fa pagare la crisi solo ai lavoratorii, anche con la rinuncia al posto di lavoro.

Il confronto sul tavolo politico riprenderà nei primi giorni di settembre, un appuntamento che non dovrà trovare impreparati i dipendenti civili della difesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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