Incontro del 17 maggio a Gabinetto Difesa: azzardo manageriale sempre ai danni dei lavoratori.

Roma -

In data odierna, si è svolto una riunione con il Sottosegretario alla Difesa on.Cossiga con all’ordine del giorno lo schema di decreto del Presidente della Repubblica (che prevede i tagli di spese e personale, la soppressione della Direzione Generale per la Sanità, Terrarm, Navarm e Armaereo) in applicazione della legge n.25 del 26.02.2010 anche detta “milleproroghe” e il progetto di digitalizzazione degli archivi della Difesa con la previsione della soppressione dei Centri Documentali ex Distretti Militari.

 

Dopo la presentazione del documento da parte dell’Amministrazione, abbiamo esposto le nostre osservazioni sulla continua riduzione di posizioni in organico del personale civile - si attesterebbero a 33.412 unità per l’anno 2010 – ponendo forte contrarietà al provvedimento che, al prossimo taglio, porterà ad incidere concretamente sulla “carne” del Dicastero.

 

Abbiamo rappresentato la necessità di invertire questo processo di snellimento degli organici attraverso una razionalizzazione delle spese, un taglio a sprechi e consulenze, che rappresentano la ragione principale della diminuzione delle dotazioni organiche che è la conseguenza dell’applicazione dell’art.74 della legge 133 di brunettiana memoria.  

 

Come anche, con la soppressione delle Direzioni Generali della Sanità, Terrarm, Navarm e Armaereo, il processo di civilizzazione del Ministero viene definitivamente dichiarato soppresso (ammesso che abbia mai avuto inizio!!) poiché le funzioni operative vengono accentrate a Segredifesa, lasciando solo compiti amministrativi al restante personale civile.

Le ex Direzioni, seppur mantenendo sulla carta sede e personale, sono declassate a Reparti.

 

Un discorso particolare riguarda la Sanità: in un recente passato collocabile intorno al 2007, avevamo giustamente focalizzato la natura della creazione dell’Ufficio della Sanità presso lo Stato Maggiore Difesa che ritenevamo fosse un’inutile duplicazione di Difesan e uno strumento utile solo a svolgere le sue funzioni in un futuro progetto di chiusura.

 

Ebbene, la fondatezza della nostra contrarietà e opposizione al provvedimento si è purtroppo dimostrata corretta e, non essendo stata al tempo condivisa, le conseguenze saranno l’ulteriore attenzione ai fini di una successiva e ben più decisa riorganizzazione della Sanità Militare.

 

Anticipando l’esposizione dell’Amministrazione sull’argomento riguardante i CeDoc, in premessa abbiamo rappresentato il disappunto per la convocazione su un argomento che, seppur di rilievo e importante per i risvolti occupazionali, assume una valenza consecutiva su temi riguardanti la riorganizzazione del Ministero, la Difesa Servizi Spa e la ristrutturazione degli Arsenali Militari.

 

A fronte di continue richieste d’incontro che perdurano da più di 18 mesi, l’on.Cossiga non ritiene necessario né pronunciarsi né tanto meno illustrare il progetto di riassetto del Dicastero che investirà inevitabilmente il personale civile e del quale non sapremo mai nulla.

 

Tant’è vero che Il Ministero della Difesa, attribuendo grande importanza al progetto di digitalizzazione degli archivi della Difesa e alla creazione di un Centro Unico di Conservazione Sostitutiva della documentazione cartacea presso lo Stabilimento Grafico Militare di Gaeta, intende in realtà rendere disponibili o valorizzabili le infrastrutture attualmente utilizzate come archivi (28 Centri Documentali), andando incontro all’inevitabile ricollocazione di circa 1000 dipendenti civili.

 

Tutto questo riguarderà il “medio-lungo periodo” (dall’Amministrazione definito così) e dipenderà dalla riuscita del “progetto pilota” (durata di tre anni) per la digitalizzazione del CeDoc di Roma (Caserma Manara) messo in atto “nientepopòdimenochè” dall’Agenzia Industrie Difesa con uno stanziamento previsto di 18 milioni e 300 mila euro.

 

Siccome l’Agenzia Industrie Difesa ha dimostrato in questi anni di saperci fare e ha portato gli otto enti amministrati ad un pareggio di bilancio, il Ministero della Difesa pensa giustamente di avvalersi dell’esperienza e di affidarsi all’abilità imprenditoriale dimostrata investendo in un progetto che, tra le tante macroscopiche bizzarrie, prevede lo spostamento dei documenti in deposito massivo preso in affitto a soli 900 mila euro, l’utilizzo di apparecchiature per la movimentazione e di personale esterno con nessi e connessi per un totale di 15 milioni e rotti euro.

 

Un particolare del quale l’on.Cossiga non era stato messo al corrente dai suoi collaboratori (con seguente sussulto all’avvenuto apprendimento) e del quale abbiamo avuto “l’onore” di rappresentare riguarda lo status dei dipendenti dello Stabilimento Grafico di Gaeta che non sono alle dipendenze dell’A.I.D. e del quale l’A.I.D. si è vista bene di affrontare.

 

Questo potrebbe sembrare un elemento di dettaglio ma in realtà racconta dell’azzardo che quotidianamente si consuma al fine di ottenere stanziamenti per progetti di recupero o studi di fattibilità che fanno acqua da tutte le parti, utilizzando la poca conoscenza delle realtà lavorative di enti e dipendenti.

Eppoi ci riducono gli organici del 10% della spesa complessiva cancellando 3.830 posti di lavoro!!

 

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