INCONTRO TRA OOSS E AUTORITÀ POLITICA DEL MINISTERO DELLA DIFESA: UN NULLA DI FATTO

Roma -

In data 15 aprile 2026 si è tenuto l'incontro tra le Organizzazioni Sindacali del personale civile e le autorità del Ministero della Difesa, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Perego, del Vice Capo di Gabinetto, Dott. Rammairone, e della delegazione trattante di parte pubblica.

Ad un anno di distanza dal precedente incontro, ci saremmo aspettati un’introduzione da parte della componente politica che fornisse risposte alle innumerevoli problematiche che da anni affliggono il personale civile, già più volte portate all’attenzione dei vertici del Dicastero. Ci aspettavamo informazioni e un’illustrazione della — più volte annunciata, ma ancora "eterea" — riforma della riorganizzazione del Ministero.

Tali aspettative sono state prontamente deluse da un’introduzione formale, limitata ai saluti di rito, per poi lasciare immediatamente la parola ai rappresentanti delle OO.SS. presenti.

Il nostro intervento ha avuto come premessa proprio il mancato coinvolgimento delle parti sociali nel progetto di riforma in corso. Abbiamo ribadito con forza che, per USB PI Difesa, qualsiasi progetto di riorganizzazione deve avere come presupposto una profonda rivisitazione dell’attuale struttura organizzativa, mirata a realizzare un nuovo assetto istituzionale che preveda una netta separazione di poteri e competenze tra la componente civile e quella militare.

Successivamente abbiamo illustrato, depositando un documento scritto, quelle che riteniamo azioni imprescindibili per i lavoratori:

  • Superamento della Legge 244, con un organico fissato a 30.000 unità;

  • Perequazione del Fondo Risorse Decentrate (FRD), per allineare il salario accessorio del personale civile della Difesa ai livelli delle altre amministrazioni del comparto;

  • Istituzione di un’indennità di funzione (assegno accessorio fisso), finanziata con una percentuale delle entrate della Difesa (concessioni, affitti, stabilimenti, ecc.), che riconosca le peculiari funzioni professionali e le condizioni ambientali a cui sono assoggettati i dipendenti;

  • Riforma della norma sul transito del personale militare non più idoneo al servizio. Abbiamo sottolineato che il transito è un’esigenza di salute e non una scelta opzionale: l’intero processo deve garantire massima attenzione ai profili assegnati e alle sedi di destinazione, nel rispetto delle esigenze familiari e personali.

Abbiamo inoltre ribadito la nostra ferma opposizione a ogni forma di precariato e all'esternalizzazione selvaggia dei servizi. Questi ultimi dovrebbero essere ricondotti alla gestione interna, sia per contrastare lo sfruttamento nei subappalti, sia per garantire efficienza e autonomia al sistema Difesa, che non può essere subordinato a interessi di profitto privati.

Alleghiamo al presente comunicato il documento consegnato brevi manu con le nostre proposte.

USB P.I. Difesa