La Russa non ci sta' e dichiara battaglia sulla Difesa Servizi Spa.

Roma -

Si accende la polemica sui tagli del ministro Tremonti al dicastero di Ignazio La Russa che prevede la soppressione della Difesa Servizi Spa.

Le dichiarazioni del Ministro della Difesa tendono a difendere la manovra economica ma esclude la soppressione del suo "giocattolo" poiché ritenuto uno strumento per risparmiare e per sopperire alla mancanza di risorse.

Come dire, fate pure ma non nel mio giardino.

È solo una questione di affari, una partita da qualche miliardo di euro che potrà servire a rimpinguare le casse impoverite dai tagli di Tremonti per 831,1 milioni di euro, il 4 per cento dell’intero bilancio.

Per coprire il buco, La Russa dismette la mimetica e indossa i panni dell’uomo d’affari e preferisce discutere coi privati in termini di baratto, più che di denaro sonante: in cambio della concessione di un bene ai privati, il dicastero chiederà lavori di ammodernamento o costruzione di altri immobili, in modo da non lasciare spazio alle pretese del vampiro Tremonti.

Quando ci sarà la Difesa Servizi Spa, la musica cambierà: la società potrà prendere in gestione direttamente i beni, venderli e incamerare i profitti.

Dal progetto sparisce ogni ipotesi di utilizzo sociale degli immobili: potranno essere venduti o affittati “al miglior offerente”, viene concessa al ministero la possibilità di dismettere direttamente i propri immobili, anche col sostegno di società pubbliche. I proventi delle vendite potranno essere incamerati direttamente dalla Difesa e solo col consenso del presidente del Consiglio e di viale XX Settembre.    

Un bel giocattolo che non può essere distrutto sul nascere!

E non importa se gli alti vertici miliari o molti membri della Commissione Difesa al Senato ritengono la nascita della "creatura" un colpo di mano del Governo inserita come norma di legge in Finanziaria.    

Non importa se esiste un problema di trasparenza, se già esistono strutture organizzative e professionalità in grado di curare le competenze delle Forze Armate, se la Difesa è un interesse di Stato e il meccanismo privato è un pericolo che può sfuggire al controllo del servizio pubblico.

Anziché provvedere alla razionalizzazione delle risorse economiche e al miglioramento dell'apparato che le gestisce, per il 2010 è stanziato 1 milione di euro per le "prime spese" della Difesa Servizi Spa, per un'immagine credibile e per gli stipendi dei suoi uomini d'affari.

La Russa se ne infischia degli italiani che piangono i tagli e la crisi e di tutti quei ministeri che devono accettare le riduzioni poiché non intende farsi distruggere il bel giocattolo che si è costruito. 

 

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