LINEE PROGRAMMATICHE DEL MINISTRO RIGUARDO IL PERSONALE CIVILE -USB P.I. CHIEDE CONCRETEZZA IMMEDIATA!-

In allegato il volantino e l documentazione

Nazionale -

Il giorno 17 aprile il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, unitamente al Sottosegretario On. Domenico Rossi, ha incontrato le OO.SS. per esporre le linee programmatiche illustrate al Parlamento. Da parte nostra ci siamo soffermati principalmente sulla parte in cui si menzionano i compiti e le funzioni del Personale Civile.

 



ASSUNZIONI E SBLOCCO DEL TURN-OVER


Il Ministro, nel porre l’accento su Stabilimenti, Arsenali e Centri di manutenzione, il cui lavoro è definito decisivo per garantire l’efficienza dello Strumento Militare in un settore di “eccellenza” nazionale, ha omesso a nostro avviso di porre l’accento sulla necessità di ricorrere allo sblocco del turn-over e all’apertura delle Scuole Professionali (ex Scuole Allievi operai) per assicurare il “passaggio” di competenze tra “anziani” e “giovani”, al fine di non disperderne il prezioso bagaglio professionale.


E’ appena il caso di citare la necessità di assumere gli artificieri negli stabilimenti delle A.I.D. e le “Maestranze” nei Poli di Mantenimento e Arsenali, interventi che devono essere fatti con immediatezza per evitare che le vacanze organiche siano colmate da Personale di truppa, la cui Formazione sino ad oggi è stata saltuaria ed inadeguata.    

 



VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE CIVILE


Per quanto concerne la “valorizzazione” del Personale Civile, tema più volte richiamato negli incontri tenutisi in merito ai Decreti Attuativi (D.lgs. n. 7 e n. 8 dell’11 febbraio 2014), abbiamo chiesto l’affidamento delle funzioni tecnico-amministrative al Personale Civile, dando immediato seguito a quanto previsto dall’art. 1, lettera e), del D.lgs. n. 7 dell’11 febbraio 2014. Abbiamo inoltre avanzato la necessità di una rivisitazione delle Aree d’inquadramento del Personale e delle modalità di transito da un’Area all’altra, per favorire la crescita professionale ed economica dei lavoratori, a partire dalla prima e dalla seconda Area che sono  oggetto di tagli del Personale.


Abbiamo anticipato che presenteremo un’apposita proposta di Disegno di Legge tramite alcuni Gruppi Parlamentari, poiché non è più tollerabile che ci siano lavoratori inquadrati nella prima Area, considerata la professionalità acquisita e i compiti effettivamente svolti.


In materia di riduzione del Personale abbiamo osservato, inoltre, come una parte del personale eccedente di seconda Area, in possesso di requisiti e professionalità da individuare nell’ambito della Contrattazione Integrativa, possa da subito transitare nella terza Area per ricoprire le vacanze organiche accertate.


E’ nostra intenzione supportare il contenuto della Petizione dei Funzionari della terza Area, che chiedono il riconoscimento dell’Indennità di Funzione collegata ai compiti di responsabilità cui sono assoggettati.  

 



SALUTE, SICUREZZA, AMBIENTE


Per quanto attiene il perseguimento della tutela della Salute dei lavoratori e le fattispecie di rischio cui è stato ed è assoggettato il Personale, abbiamo proposto l’immediata istituzione di un Osservatorio Epidemiologico che verifichi il nesso di casualità tra l’insorgenza delle patologie e le fonti emissive, che in taluni casi hanno determinato anche il decesso del Lavoratore. Dal momento che alcune patologie si manifestano a distanza di anni dall’esposizione al rischio e, quindi, anche dopo il congedo dal servizio, è quantomeno auspicabile per queste categorie di lavoratori il riconoscimento di un equo indennizzo.


In merito alle questioni ambientali abbiamo posto l’accento sulle tipologie di rifiuti e di smaltimento, mediante la realizzazione di appositi Centri di Raccolta da cui si potrebbero ricavare enormi risorse finanziarie da destinare in parte ai Dipendenti.  

 



DISMISSIONI IMMOBILI


Premessa la ferma contrarietà ai contenuti dell’art. 5 del Piano Casa del Ministro Lupi, che criminalizza le iniziative legate all’emergenza abitativa, pur apprezzando la cessione di alcuni immobili della Difesa al Patrimonio Comunale, abbiamo proposto che il patrimonio immobiliare in dismissione sia destinato esclusivamente ad utilità sociale, per rispondere alla carenza di alloggi popolari e alla mancanza di poli di aggregazione culturale nei territori.

 



CONCLUSIONI


I continui interventi legislativi sul pubblico impiego, il blocco pluriennale dei contratti che rischia di essere prorogato addirittura fino al 2020, i provvedimenti di riduzione degli organici e delle funzioni derivanti dalla “Revisione dello Strumento Militare”, hanno avuto come conseguenza un diffuso stato di apatia e rassegnazione che ha colpito anche il Personale Civile della Difesa.
Siamo convinti che si debba reagire a quanto sta accadendo nel pubblico impiego e nel Ministero della Difesa. Noi ci stiamo provando da tempo e vorremmo continuare a farlo con la vostra crescente partecipazione e condivisione degli obbiettivi.


La questione salariale è sempre più seria. Le retribuzioni sono sempre più schiacciate in basso e non tengono il passo con le spese mensili necessarie.
C’è oggi il concreto rischio che una parte del Personale della Difesa sia messo in mobilità forzata con l’eventualità non troppo remota del licenziamento.
Quella che chiamano “Spending Review” (revisione della spesa) altro non è che la politica di tagli ai servizi imposta dall’Europa e dalla grande finanza internazionale.


Non è più il tempo di aspettare che i sindacati concertativi e complici risolvano i problemi con qualche accordo dell’ultima ora. Quei tempi sono finiti.


Oggi c’è bisogno di conflitto, c’è bisogno di scegliere da che parte stare: continuare a foraggiare con le tessere quei sindacati che hanno svenduto gli interessi dei lavoratori o quei sindacati fintamente autonomi, oppure scegliere di rafforzare l’alternativa a quei sindacati, dando forza ad un’organizzazione che mantiene il contatto diretto con la base, che si mobilita per rivendicare il diritto alla salute, al lavoro vero, al rinnovo dei contratti nazionali. I soldi ci sono, ma continuano a sprecarli per costruire un modello di Difesa sempre più proiettato su armamenti ed esternalizzazioni. A questo modello contrapponiamo una visione Civile della Difesa del Paese, in cui i lavoratori del settore siano considerati protagonisti essenziali e non spesa inutile.



Torneremo a riferire sui prossimi incontri, considerato l’impegno del Sottosegretario On. Domenico Rossi ad aprire un confronto sui tutte le tematiche esposte.

Roma, 22 aprile 2014  

COORDINAMENTO NAZIONALE USB P.I. DIFESA

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