P3 e il piano di rinascita democratica.

Roma -

L’inchiesta Insider della Procura di Roma ha scoperchiato un calderone immaginabile che fa un certo effetto: il Potere si mostra un luogo vuoto e senza speranza tra affarismo, politica, appalti, magistratura, alleanze e amicizie impensabili o quantomeno discutibili e poco opportune.

 

E’ la naturale eredità del cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma della P2, che fondava le sue basi sull’assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l'informazione.

 

La sua materiale redazione, ascritta a Francesco Cosentino (politico della Democrazia Cristiana), gli guadagnò la definizione di "la mente istituzionale della compagnia" rappresentata dalla P2.

 

Gli obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali atte a “rivitalizzare” il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati.

 

In particolare, andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore della scuola di chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio-posto di lavoro.

 

Sebbene la P2 sia stata oggetto di indagine e quindi “scoperta”, alcuni punti del piano hanno comunque trovato realizzazione negli anni seguenti: a livello istituzionale, di assetto economico nel mondo imprenditoriale e soprattutto a livello mediatico.

 

Principali punti proposti o attuati dal piano:

 

- la nascita di due partiti: "uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale)." allo scopo di semplificare il panorama politico. Questi, a trent'anni di distanza, coinciderebbero rispettivamente con il Partito Democratico ed il Popolo delle Libertà. Il sospetto potrebbe trovare fondamento nel fatto che il leader del secondo partito, Silvio Berlusconi, era iscritto alla P2, nonché nella presenza di diversi piduisti in entrambe le formazioni politiche, sebbene la spinta propulsiva al cambiamento abbia avuto origine nel primo partito.

 

- Controllo dei media. Il piano prevedeva il controllo di quotidiani e la liberalizzazione delle emittenti televisive (all'epoca permesse solo a livello regionale) allo scopo di controllarle, e in questo modo influenzare l'opinione pubblica; nonché l'abolizione del monopolio della RAI e la sua privatizzazione. Prima della scoperta della loggia questo aspetto era giunto a realizzazione con il controllo dei principali quotidiani e l'acquisizione di telemilano58 (poi Canale 5). Dopo la scoperta della loggia questo aspetto del piano sembra sia portato avanti dall'iscritto Silvio Berlusconi che ha acquisito altri due canali televisivi e allo stato attuale controlla direttamente o indirettamente testate giornalistiche e RAI.

 

- Progetto Bicamerale del 1997 (Commissione parlamentare per le riforme costituzionali)."ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR)" che coinvolse principalmente Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi, appunto i leader dei due maggiori schieramenti.

 

- Riforma della magistratura: divisione tra ruolo del P.M. e del magistrato, responsabilità del CSM nei confronti del parlamento. Tema nell'agenda politica dalla fine della Prima Repubblica e tuttora attuale. Si osserva che introdurre la responsabilità del CSM nei confronti del parlamento sarebbe tecnicamente una subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, e quindi verrebbe meno la separazione dei poteri. La modifica, infatti, necessiterebbe di una riforma costituzionale.

 

- Riduzione del numero dei parlamentari.

 

- Abolizione delle province. Trova corrispondenza nel programma elettorale di Forza Italia del 1994, 2001 e del Popolo delle Libertà del 2008, limitatamente alle province al cui interno vi sono "città metropolitane"; ma anche nel programma del Partito Democratico sempre per le elezioni del 2008.

 

- Abolizione della validità legale dei titoli di studio (nel programma di Forza Italia del 1994).

 

- Modifica del ruolo del sindacato alla funzione di interlocutore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assunto di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative. Limitare il diritto di sciopero alle causali economiche, blocco dei contratti ed assicurare la libertà di lavoro.

 

In quest’ultimo caso, gli obiettivi si realizzano con due ipotesi:

 

- sollecitazione alla rottura di CISL e UIL;

 

- controllo delle correnti interne: acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederali allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale Triplice.

 

Il piano di rinascita democratica mostra drammaticamente i suoi dettagli e gli attori naturali che arrivano ad oggi con il nuovo gruppo occulto della P3 quali eredi del processo di trasformazione della democrazia italiana in autoritarismo massone.