Si prospettano pesanti tagli del personale mentre i costi per i privilegi continuano a lievitare.

Roma -

Il 19 dicembre scorso due marescialli della Guardia di Finanza si sono presentati all'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) per prelevare la documentazione relativa a un viaggio organizzato due anni prima a spese delle casse pubbliche, per far assistere 33 persone al lancio di un satellite dalla base di Vandenberg in California.

Una spedizione durata nove giorni alla quale avevano partecipato, oltre al personale dell'Agenzia, anche militari, politici e congiunti, che aveva già fatto parlare di sé per i costi: un milione centomila euro.

Ovvero, più di 30 mila euro a testa.

Un conto astronomico, che comprende anche la fattura di una società specializzata nell'«assistenza all'organizzazione di manifestazioni pubbliche», la gpm srl dell'americano James Victor Pallas, incaricata di studiare la logistica del viaggio: 116 mila euro.

Sulla vicenda erano piovute in Parlamento un paio di interrogazioni.

E anche il collegio sindacale dell'Agenzia aveva sollevato il problema, investendo della faccenda la procura della Corte dei Conti.

Per ironia della sorte, il lancio del satellite venne anche rimandato.

Ma la grana del viaggio in California, tuttavia, non è l'unica.

Proprio a ridosso di quel famoso viaggio, ha fatto visita all'Agenzia un ispettore mandato dal Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio.

Vengono scoperte «irregolarità nell'inquadramento» dei comandati (44 in tre anni), «illegittimità varie in materia di contratti a tempo determinato», consulenze a dir poco discutibili. Qualche caso?

C'è un maresciallo della capitaneria che viene nominato dirigente.

E un consigliere parlamentare, tale Antonio Menè, distaccato dalla Camera che continua a pagargli uno stipendio da 18 mila euro lordi al mese, e prende dall'Asi, come dirigente, altri 63 mila euro l'anno.

Salta poi fuori una consulenza di 15.600 euro affidata alla compagna di uno dei fedelissimi di Saggese, per «il servizio di supporto psicologico al personale dell'ente»: nientemeno.

E un incarico da 20 mila euro per un «inutile studio del mercato editoriale», lo definisce l'ispettore.

Ma il massimo è la consulenza legale assegnata all'avvocato dello Stato Pierluigi Di Palma, conferitagli nel 2004 e poi rinnovata ogni anno per sette anni.

Di Palma è stato Direttore Generale dell'Enac ed è Vice Segretario Generale della Difesa (incaricato di esaminare e approfondire la disciplina del transito del personale militare all’impiego civile e di predisporre apposite tabelle di equiparazione tra le due tipologie di personale), nominato da La Russa: anche sua moglie Sveva lacovoni, in forza al Ministero delle Infrastrutture di Altero Matteoli, è distaccata all'Asi.

Il rapporto dell'ispettore, nella parte che lo riguarda, ci lascia senza parole: «In occasione della richiesta da parte dell'ente di pareri su varie problematiche all'avvocatura dello Stato, si è constatato che... l'avvocato, quale consulente dell'ente, formulava la richiesta di parere e, in veste di avvocato dello Stato, rispondeva al quesito da lui stesso prospettato».

Nel Consiglio di Amministrazione, trova anche un posto anche Marco Airaghi, deputato di An ed amico nonché consigliere per le attività aerospaziali del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, messo a fare il Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa e, come non bastasse, fa pure il Presidente della società controllata Asitel.

 

E' troppo pretendere chiarezza con la riduzione degli sprechi e dei privilegi?

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