SINDACALISTI DOC.

Roma -

Occuparsi di problematiche lavorative mai risolte nel concreto, è la ciliegina sulla torta per molti pseudo-sindacalisti che, sottoscrivendo accordi a perdere per i lavoratori, continuano a presentarsi come portatori di giustizia, con la spada in una mano e nell'altra, anziché la bilancia, il portafoglio aperto.

 

La gravità di questo perverso comportamento non è solo generare false aspettative ma, individuando nella sola azione giuridica l'unico risolutore delle ingiustizie subite (nell'ultimo decennio la giurisprudenza è costantemente a sfavore dei lavoratori pubblici), continuano ad alimentare la lacerazione che si sta producendo nel tessuto relazionale dei lavoratori che rischia di disintegrare persino quel poco di solidarietà rimasta.

 

Un brodo culturale dove sospetti, rancori, dicerie, pettegolezzi, invidie, sguardi cagneschi, sono esaltati, assunti quali elementi provanti del torto subito, distogliendo dalle vere responsabilità che ricadono proprio sulle organizzazioni sindacali firmatarie di questi scellerati accordi, nell'Amministrazione e nei responsabili politici che hanno avallato e permesso il calpestio della dignità dei lavoratori.

 

In particolare, l'immarcescibile trimurti CGIL-CISL-UIL dovrebbe essere lo strumento di sostegno dei lavoratori nella contrattazione e nelle vertenze aventi come controparte il datore di lavoro ma, svenduti al “padrone” e alla politica di turno, generano lo stallo degli stipendi, il sistema di valutazione, il dilagare del precariato e la carente applicazione delle misure di sicurezza sul lavoro.

 

Questi sindacati hanno ceduto la contrattazione alla politica e questa alla classe imprenditoriale che ha distrutto tutte le conquiste dagli anni sessanta in poi, ridimensionando gli strumenti della contrattazione, impoverendoli e prevaricando unilateralmente le relazioni rendendole palesemente discriminanti.

 

In particolare, CISL UIL e sindacati autonomi “gialli” sono per una pratica sindacale corporativa organica al padronato e per un regime di democrazia autoritaria per soli fini lucrativi e per l’aumento delle adesioni.

 

La USB Difesa è i lavoratori.

 

Aggrediremo la cultura dirigenziale premiante e iper-selettiva, i meccanismi iniqui nell'attribuzione del salario di produttività, gli stipendi differenti a parità di prestazioni e il sistema di valutazione affinché si possa realizzare un futuro professionale ed economico migliore per tutti.

               

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