SME - Sessione informativa presso polo di mantenimento armi leggere Terni. USB Difesa: osservazioni.

SESSIONE INFORMATIVA PRESSO SME GIORNO 20 APRILE 2014

POLO DI MANTENIMENTO ARMI LEGGERE TERNI

OSSERVAZIONI E RICHIESTE


Il Polo Mantenimento Armi Leggere Terni è interessato, come la totalità degli enti della Difesa, da un innalzamento dell’età media del Personale Civile che, se non rimpiazzato con nuove assunzioni, si tradurrà in tempi relativamente brevi in una paralisi della capacità produttiva.

Tutto questo a prescindere dagli effetti della Spending review da un lato e dalla Revisione dello strumento militare dall’altro, il cui combinato disposto è almeno destinato ad accelerare il processo naturale di impoverimento delle attività di competenza del polo di Terni con la riduzione di personale, in un solo biennio, calcolata in alcune decine di unità.


I compiti del Polo definiti per decreto sono:


  • Mantenimento in efficienza delle armi leggere;


  • Allestimenti di manufatti di vario tipo;


  • Rifornimento di parti di ricambio per tutti i reparti della F.A.


I recenti provvedimenti derivanti dalla Spending Review hanno comportato la riduzione del personale da 450 a 400 circa. Di fatto gli addetti attualmente in servizio sono circa 380 con carenze rilevanti nei profili tecnici, soprattutto in quello dell’Armaiolo, la cui conoscenza delle armi e un’ottima condizione psicofisica nelle linee di sparo e collaudo al tiro sono determinanti per l’espletamento dell’attività. Inoltre, agli Assistenti Tecnici ed a tutto il Personale civile che opera nel settore meccanico ed utilizza macchine utensili nei centri di lavoro deve essere garantita assoluta vigilanza sanitaria e integrità psico-fisica.


Unitamente alla preoccupazione di carattere generale precitata, se ne evidenzia una specifica legata non solo all’assoluta assenza di un piano industriale che dia stabilità e continuità produttiva al Polo, ma anche alla incompletezza di un piano dei lavori per il 2014 così come illustrato dal direttore del Polo al Comandante logistico nell’ultimo incontro. Non si fa alcun cenno alle attività di rifornimento nonostante le pressanti richieste dei reparti della F.A. ed i notevoli investimenti fatti in questo settore sul piano del personale e soprattutto su quello infrastrutturale (magazzino automatizzato).


C’è inoltre da sottolineare una fortissima contrazione di tutta la parte riguardante gli allestimenti (ralle, carica/scarica armi, slitte Picatinny ecc.) con il rischio concreto di chiusura d’interi reparti del servizio lavorazioni laddove, anche per quanto riguarda l’attività di riparazione e manutenzione di armi, si assiste a un sostanziale abbandono di linee di lavoro consolidate nel corso degli anni (AR 70/90), senza che vi siano al momento certezze con quali altre sostituirle. In sostanza, se questo piano dei lavori non sarà rinvigorito con l’aggiunta di altre attività, esso non è e non sarà in grado di garantire gli attuali livelli occupazionali.


Riteniamo che per dare nuovo impulso all’attività e garanzie certe per il prossimo futuro è necessario adottare i seguenti provvedimenti:


  • immediata internalizzazione dei lavori dati all’esterno;


  • sperimentazione di forme di collaborazione e d’interazione con soggetti pubblici o privati al fine di aumentare il radicamento del Polo sul territorio;


  • incremento e maggiore autonomia nell’utilizzo delle risorse recuperate dal ricorso all’istituto delle permute;


  • sblocco del Turn Over ed Assunzioni mirate in deroga ai blocchi in corso, in particolare di figure tecniche di seconda e terza area, prevedendo la possibilità di transito dalla seconda alla terza area anche in deroga al possesso dello specifico titolo di studio, anche al fine di consentire la mobilità verso altre Amministrazioni Pubbliche.


Un ultimo elemento di preoccupazione è quello di evitare in ogni caso il rischio di contrapposizioni di carattere ideologico costituito dall’arrivo massiccio di personale militare (60 unità in tempi brevi) che, se non gestito nel rispetto dei ruoli, sarà destinato a creare problemi difficilmente risolvibili d’integrazione in un tessuto organizzativo fatto a misura di professionalità, ma anche di cultura sindacale, “civile”.

In estrema sintesi, il personale militare può essere aggiuntivo ma mai sostitutivo delle professionalità civili.


Roma 20 Maggio 2014 COORDINAMENTO NAZIONALE USB DIFESA



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