Tabella di corrispondenza dei gradi militari per il transito nei ruoli civili. L'incontro a Gabinetto Difesa del 17 aprile.

Roma -

Nel pomeriggio del 17 aprile si è svolto un'incontro con il Sottosegretario Magri e lo Stato Maggiore Difesa incaricati di esaminare ed approfondire la disciplina del transito del personale militare all’impiego civile e di predisporre l'apposita tabella di corrispondenza tra le due tipologie di personale.

 

E’ da ben dieci anni che sollecitiamo e aspettavamo questo momento per provvedere ad una rivisitazione della famosa tabella di corrispondenza dei gradi militari con i ruoli civili del personale che il Decreto Ministeriale 18-04-2002 ha fatto ingoiare ai dipendenti della Difesa.

 

Una tabella ingiusta poiché creata tenendo conto della sola retribuzione tabellare del personale militare come fattore di equiparazione, generando difformità di trattamento tra dipendenti.

 

Con il fine generale di garantire un assetto classificatorio omogeneo anche tra le diverse Amministrazioni, USB Difesa ha proposto a suo tempo (comunicazione del 18 gennaio 2012) la collocazione dei Sottoufficiali nell’Area Seconda e degli Ufficiali in Area Terza, con il riconoscimento della posizione economica conseguita nell'ordinamento di provenienza con la collocazione nella fascia retributiva corrispondente del Nuovo Sistema di Classificazione per una distribuzione del personale in relazione alla diversificazione del grado o delle attribuzioni.

 

Oggi vediamo riconosciuta questa richiesta anche se c'è un tentativo di porre i gradi apicali dei Sottufficiali - Luogotenente e 1° Maresciallo - in Area Terza se in "possesso del diploma di laurea specialistica e/o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali”  ai sensi degli art. 839 e 848 del Codice di Ordinamento Militare.

 

Su questo punto abbiamo espresso la nostra perplessità poichè l'attibuzione di un incarico per una tipologia di personale, seppur riconosciuta ai sensi di legge, non può creare difformità di trattamento o un distinguo con il restante personale (quello civile per intenderci!) che, a parità di requisiti, deve vedersi garantita la stessa possibilità.

 

A questo si potrebbero aggiungere i vincoli legati al C.C.N.L. Comparto Ministeri per l'inquadramento e la progressione del personale che meritano un'analisi e una riflessione ben più approfondita di quella fornita dallo Stato Maggiore Difesa in sede di riunione.

 

Infine, saranno tutte da chiarire le ricadute sul personale civile attualmente in servizio dovute dal transito degli ex-militari nei ruoli civili della Difesa senza alcun vincolo, seppur in poprannumero, ponendo anche dei limiti nelle progressioni economiche e di area.

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