Tutte le forze politiche convergono nei confronti delle problematiche degli Arsenali della Marina Militare.

Ovvero, l'avvio della fase di privatizzazione con pre-pensionamenti e tanto fumo negli occhi.

Roma -

Resoconto sommario n. 82 del 24/06/2009


Ristrutturazione organizzativa, tecnico-logistica e infrastrutturale degli arsenali (n. 127)

(Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione di una risoluzione: Doc. XXIV, n. 5) 

 

 

Il relatore GAMBA (PdL) illustra alla Commissione uno schema di risoluzione predisposto da lui e dalla senatrice Pinotti (pubblicato in allegato), osservando che il documento testimonia la positiva convergenza di tutte le forze politiche nei confronti delle delicate problematiche sottese alla situazione in cui versano gli arsenali della Marina militare, recependo opportunamente tutte le indicazioni fino ad ora emerse nel corso del dibattito.

 

La senatrice PINOTTI (PD), muovendo dalla premessa che tra il Governo e gli enti locali sedi degli arsenali militari sono stati sottoscritti dei protocolli d'intesa che prevedono l'attivazione di accordi di programma per la valorizzazione di aree ed infrastrutture dismesse o sottoutilizzate provenienti dal processo di riorganizzazione degli stabilimenti, propone l'inserimento di due ulteriori impegni al Governo: il primo al fine di garantire che la valorizzazione delle aree e delle infrastrutture liberate dalla funzione di istituto concorrano a finanziare il processo di riorganizzazione industriale e di incentivazione professionale dei lavoratori presenti nei siti interessati, ed il secondo allo scopo di attivare accordi di programma con gli enti locali affinché l'opportunità prevista con la valorizzazione di aree dismesse o dismettibili sia compatibile con la progettazione e la destinazione urbanistica degli enti di governo territoriale.

 

Il sottosegretario COSSIGA ribadisce l'impegno del Governo in ordine alla soluzione delle problematiche sottese alla situazione degli arsenali, ricordando che essi rappresentano rilevanti realtà economiche e ponendo l'accento sulla loro importanza strategica, soprattutto per quanto attiene al supporto logistico dei mezzi della Marina.

 

Attualmente, anche sulla base delle conclusioni cui a suo tempo pervenne il CAID, è infatti allo studio la possibilità di introdurre un nuovo modello organizzativo per queste strutture, nella forma dell'ente pubblico non economico. Ciò in quanto, non essendo ancora state valutate per intero le possibilità di operare sul mercato, la repentina configurazione degli arsenali quali enti di natura economica potrebbe -paradossalmente- compromettere l'attuale e delicato processo di trasformazione. Tale processo non potrà, poi, prescindere dal coinvolgimento di tutte le parti interessate, in primis le rappresentanze sindacali. Sulla tematica, peraltro, è già all'opera il Comitato per la riconversione degli arsenali della Marina militare (CRAMM), che ha il compito, per l'appunto, di definire il modello industriale, di predisporre dei documenti di studio per futuri interventi legislativi e di collaborare con le organizzazioni sindacali per l'individuazione di nuovi contratti di lavoro, e di definire delle regole di governance tese ad armonizzare la visione industriale con le esigenze operative della Difesa. Il processo descritto, infine, è in stretta interconnessione con gli interventi adottati dalla Marina militare attraverso il cosiddetto «Piano Brin».

Esprime quindi avviso favorevole sia in ordine allo schema di risoluzione illustrato dal relatore, sia relativamente alle proposte di modifica prospettate dalla senatrice Pinotti, osservando tuttavia, con riferimento a queste ultime, che sarebbe opportuno non vincolare la destinazione delle risorse derivanti dalla valorizzazione delle aree e delle infrastrutture ai singoli arsenali, essendo esse distribuite in maniera globale per l'incentivazione di tutti i lavoratori delle varie strutture.

 

Il relatore GAMBA (PdL), nel concordare con quanto rappresentato dal sottosegretario Cossiga, osserva che il primo dei due ulteriori impegni al Governo proposti dalla senatrice Pinotti potrebbe essere riformulato in termini meno vincolanti, laddove il secondo potrebbe -da un certo punto di vista- apparire pleonastico, in quanto sono gli stessi enti territoriali ad indicare quali sviluppi siano compatibili con i propri strumenti urbanistici.

 

Il sottosegretario COSSIGA osserva che lo strumento dell'accordo di programma è il metodo con cui normalmente si procede nelle operazioni di valorizzazione del patrimonio della Difesa.

 

La senatrice PINOTTI (PD) dichiara la propria disponibilità a modificare le sue proposte nel senso prospettato dal rappresentante del Governo. Con riferimento, quindi, alle ulteriori osservazioni formulate dal relatore, pone l'accento sull'opportunità di mantenere nel testo della risoluzione uno specifico impegno al Governo in ordine agli accordi di programma con gli enti locali, e sulla validità delle formulazioni da lei adottate nelle proposte di modifica prima enunciate.

 

Il relatore GAMBA (PdL), dopo aver precisato che le sue osservazioni erano riferite esclusivamente ad eventuali profili di compatibilità con gli strumenti di programmazione urbanistica, propone quindi alla Commissione un nuovo schema di risoluzione, che recepisce le proposte di modifica prospettate dalla senatrice Pinotti, con le riformulazioni suggerite dal rappresentante del Governo.

 

La senatrice PINOTTI (PD) aggiunge, quindi, la propria firma alla nuova proposta di risoluzione formulata dal relatore.

 

Nessun altro chiedendo di intervenire, il presidente CANTONI dichiara chiusa la discussione generale. Constatato, quindi, che non vi sono iscritti a parlare in sede di dichiarazione di voto, pone in votazione, previa verifica del numero legale, il nuovo schema di risoluzione a firma del relatore Gamba e della senatrice Pinotti (pubblicato in allegato), che risulta approvato.

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RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 127

(Doc. XXIV, n. 5)

La 4ª Commissione permanente del Senato della Repubblica,

 

a conclusione dell’esame, ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell’affare assegnato relativo alla ristrutturazione organizzativa, tecnico-logistica e infrastrutturale degli arsenali (n. 127),

 

premesso che:

 

il supporto logistico della Marina militare è prevalentementebasato sugli arsenali, la cui efficienza è, quindi, necessaria al buon funzionamento della flotta, la cui manutenzione in esercizio postula, proprio per la sua complessità, la disponibilità di sufficienti risorse finanziarie dedicate (progressivamente diminuite nel tempo) e soprattutto la massima efficienza delle strutture di supporto tecnico-logistico;

 

il ministro della Difesa, in data 30 marzo 2007, aveva nominato un gruppo di lavoro incaricato di elaborare una "proposta unitaria ed organica per la soluzione delle problematiche che investono gli arsenali e gli stabilimenti a carattere tecnico-industriale della Difesa", individuando ogni possibile strumento per migliorare la redditività degli stessi enti anche mediante lo studio di modelli organizzativi alternativi;

 

tra il governo e gli enti locali sedi di arsenali militari navali sono stati sottoscritti protocolli d’intesa che prevedono l’attivazione di accordi di programma per la valorizzazione di aree ed infrastrutture dismesse o sottoutilizzate provenienti dal processo di riorganizzazione degli stabilimenti;

 

considerato che:

 

sulla base delle conclusioni del gruppo di cui in premessa, presentate a tutti gli addetti ai lavori incluse le organizzazioni sindacali, il ministro della Difesa successivamente, con decreto in data 11 settembre 2007, affidò ad un apposito comitato, denominato Comitato Area Industriale Difesa (CAID), l’approfondimento e la proposizione delle attività necessarie per l’attuazione delle linee d’azione prospettate;

 

tale organismo aveva, in particolare, il compito di proporre un piano industriale e finanziario complessivo nonché le iniziative normative ritenute necessarie per giungere ad un "efficientamento" in senso industriale di tutti gli stabilimenti di lavoro della Difesa, e nello specifico degli arsenali della Spezia, di Taranto e di Augusta le cui peculiarità rivestono, per il supporto delle unità navali della Marina militare, importanza decisiva;

 

al termine del proprio mandato, il Comitato ha elaborato, il 30 giugno 2008, la relazione conclusiva dell'attività di studio svolta quale ulteriore contributo mirato ad individuare le soluzioni che salvaguardino l'insostituibile funzione strategica degli arsenali in termini di autonomia e d'immediatezza;

 

successivamente il ministro della Difesa, con proprio decreto in data 27 aprile 2009 ha istituito il CRAMM, Comitato per la riconversione degli arsenali della Marina militare, con il compito di dare attuazione alle soluzioni individuate dal CAID;

 

la Marina militare, d'altronde, ha da tempo in attuazione un piano d'iniziative, denominato "Piano Brin", finalizzato alla messa a norma e all'efficientamento degli arsenali, in forma di soluzione "ponte" tra l'esistente e quanto verrà realizzato;

 

impegna il governo:

 

a proseguire, sulla scorta delle proposte già formulate dal 2007 ad oggi e che costituiscono la base di lavoro del CRAMM recentemente istituito, nell'individuazione di soluzionifinalizzate alla ristrutturazione organizzativa, tecnico-logistica, infrastrutturale e di rinnovamento tecnologico degli arsenali e del centro interforze munizionamento avanzato della Marina militare ubicato ad Aulla, così da preservare l'efficienza dello strumento navale, consentendo allo stesso di rispondere alle esigenze di difesa dello Stato sul mare, di tutela degli interessi nazionali e di rispetto degli impegni assunti in ambito internazionale e discendenti dalla partecipazione alle missioni fuori area sotto l'egida delle Nazioni unite, dell'Unione europea e della NATO;

 

a promuovere idonee azioni che prevedano la concreta realizzazione di un modello organizzativo volto a migliorare le strutture arsenalizie in un'ottica di redditività industriale;

 

a garantire, nelle more della definizione di un progetto complessivo, i finanziamenti necessari per il prosieguo del cosiddetto "Piano Brin" ed il sostegno di tutte le iniziative volte a porre in essere interventi di adeguamento tecnologico, ammodernamento e rinnovamento, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico, degli arsenali;

 

a ricercare idonee forme di collaborazione con l'industria privata del settore;

 

a salvaguardare e valorizzare le competenze e le professionalità del personale attualmente impiegato nelle strutture in questione, e a valutare l'opportunità di avviare processi di prepensionamento per i lavoratori già prossimi all'età pensionabile, che abbiano almeno 30 anni di servizio e non siano in possesso di competenze tecniche specifiche attuali;

 

a promuovere, con gli strumenti normativi disponibili ed attraverso l'adozione di nuove specifiche iniziative di legge, il patrimonio infrastrutturale degli stessi arsenali navali ed eventualmente del centro interforze munizionamento avanzato e le capacità tecniche con forme di collocazione ed offerta sul mercato;

 

a garantire che la valorizzazione delle aree e delle infrastrutture liberate dalla funzione di istituto concorrano a finanziare il processo di riorganizzazione industriale e di incentivazione professionale dei lavoratori interessati;

 

ad attivare accordi di programma con gli enti locali affinché l’opportunità prevista con la valorizzazione di aree e di infrastrutture dismesse o dismettibili sia compatibile con la progettazione e la destinazione urbanistica degli enti di governo territoriale.